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Il valore dell’incertezza. Filosofia e sociologia dell’informazione, di Federico Neresini e Paolo Vidali (Mimesis, 2015)

Siamo la società più informata nella storia dell’umanità. Allora perché non ricordiamo quasi nulla di ciò che è accaduto nel mondo due anni fa? Possediamo un’enorme quantità di dati, ma allora perché sembra che non conosciamo quasi nulla? La risposta richiede un percorso, che parte dal pensiero antico e arriva alla definizione offerta da Claude Shannon nel 1948: “l’informazione è la misura della libertà di scelta che si ha quando si sceglie un messaggio”. Nasce qui la rivoluzione informatica in cui siamo immersi. Eppure, dopo un esordio brillante, la nozione di informazione si eclissa, perdendosi in una concezione quotidiana, abusata e frivola. Crediamo di avere informazioni nei nostri computer o nel nostro DNA. Crediamo di riceverne dalle nostre reti o dai nostri media. Ci sbagliamo. L’informazione non si immagazzina, non si trasmette, non viaggia. Non è qualcosa che si sposta e si archivia. è un’azione, propriamente una riduzione di incertezza. Letta in questa prospettiva, l’informazione si presenta come nuova categoria di analisi dei problemi filosofici, epistemologici e comunicativi. Intesa come azione di riduzione dell’incertezza, l’informazione spiega come sta cambiando il concetto di esperienza, come avviene la trasformazione digitale dei nostri media e, infine, come nasce un nuovo modello di comunicazione e di conoscenza.

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Storia dei media digitali. Rivoluzioni e continuità, di Gabriele Balbi e Paolo Magaudda (Laterza 2014)

Quanto è rivoluzionaria la cosiddetta ‘rivoluzione digitale’? E quanto, invece, il digitale affonda le proprie radici nei vecchi media analogici dell’Otto-Novecento? Partendo da questi interrogativi, Gabriele Balbi e Paolo Magaudda ci guidano in un originale viaggio attraverso la storia dei media digitali, dalla prima metà del Novecento ai giorni nostri. Con un’ottica globale, gli autori ripercorrono le tappe principali della storia del computer, di internet, del telefono cellulare e della digitalizzazione di alcuni settori dell’industria culturale quali musica, stampa, cinema, fotografia e radiotelevisione. Tra rotture rivoluzionarie e sorprendenti continuità, Storia dei media digitali getta uno sguardo disincantato su una delle mitologie del nostro tempo.

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Information Infrastructure(s): Boundaries, Ecologies, Multiplicity, di A. Mongili, G. Pellegrino (a cura di) (Cambridge Scholars Pub., 2014).

 This book marks an important contribution to the fascinating debate on the role that information infrastructures and boundary objects play in contemporary life, bringing to the fore the concern of how cooperation across different groups is enabled, but also constrained, by the material and immaterial objects connecting them. As such, the book itself is situated at the crossroads of various paths and genealogies, all focusing on the problem of the intersection between different levels of scale throughout devices, networks, and society. Information infrastructures allow, facilitate, mediate, saturate and influence people’s material and immaterial surroundings. They are often shaped and intertwined with networks of relations and distributed agency, sometimes enabling the existence of such networks, and being, in turn, produced by them. Such infrastructures are not static and immobile in time and space: rather, they require maintenance and repair, which becomes an important aspect of their use. They also define and cross more or less visible boundaries, shape and act as ecologies, and constitute themselves as multiple entities. The various chapters of this edited book question the role of information infrastructures in various settings from both a theoretical and an empirical viewpoint, reflecting the contributors’ interests in science and technology studies, organization studies, and information science, as well as mobilities and media studies.

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Sociologia dei new media, di R. Stella, C. Riva, C. M. Scarcelli, M. Drusian (UTET Università, 2014).

Questo libro adotta una prospettiva che mette in relazione la novità dei new media con i rapporti di debito e credito che essi continuano a intrattenere con la cultura di massa e con i media tradizionali. L’obiettivo è di descrivere l’insieme delle trasformazioni introdotte dai new media e riguardanti sia l’agire collettivo (il modo in cui organizzazioni e istituzioni incorporano le nuove tecnologie e vi si adattano), sia l’agire individuale (attraverso il mutare delle relazioni tra persone reso possibile dai nuovi media o anche dal connubio essere umano-macchina che si fa sempre più stringente e interconnesso). Al lettore vengono presentati i temi centrali per comprendere tutto ciò: gli autori affrontano il digital divide e la dimensione politica, la costruzione dell’identità e la gestione della socialità, e propongono infine un’utile parte metodologica su come è possibile fare ricerca sociale nel mondo digitale. Il testo è accompagnato da una ricca strumentazione didattica orientata allo studente e volta a stimolarne la curiosità e l’interesse critico.

Responsibility in Nanotechnology Development, a cura di Simone Arnaldi, Arianna Ferrari, Paolo Magaudda e Francesca Marin (Springer, 2014).

The book disentangles the complex meanings of “responsibility” in nanotechnology development.The volume disentangles the complex meanings of responsibility in nanotechnology development by focusing on its theoretical and empirical dimensions. The notion of responsibility is extremely diversified in the public discourse of nanoscale technologies. Addressed are major disciplinary perspectives working on nanotechnology, e.g. philosophy, sociology, and political science, as well as the major multidisciplinary areas relevant to the innovation process, e.g. technology assessment and ethics. Furthermore, the interplay between such expertises, disciplines, and research programmes in providing a multidisciplinary understanding of responsibility is emphasized.

Il lato controverso della tecnoscienza. Nanotecnologie,  biotecnologie e grandi opere nella sfera pubblica, di Andrea Lorenzet (Il Mulino, 2013)

La relazione tra scienza e società è considerevolmente cambiata nel corso degli ultimi decenni: sempre più di frequente, infatti, la scienza è al centro di discussioni che coinvolgono non solo gli esperti, ma anche esponenti del mondo politico, media e cittadini. Emerge così il «lato controverso della scienza», che si caratterizza per la diffusione di argomentazioni a prima vista irrazionali, polemiche e contraddittorie. Controversie tecnoscientifiche come quelle sulle nanotecnologie, le biotecnologie e le grandi opere popolano ormai quotidianamente le pagine dei giornali e il Web 2.0; esse rendono evidente la centralità della tecnoscienza nella società contemporanea, ma generano allo stesso tempo interrogativi e dubbi capaci di attanagliare sia gli esperti sia il pubblico. Il volume esplora questi fenomeni impiegando la lente interpretativa degli Studi Sociali sulla Scienza e la Tecnologia (STS) e fa capire perché le controversie tecnoscientifiche sono un’opportunità da non perdere per ripensare i rapporti tra scienza e società.

Oggetti da ascoltare. HiFi, iPod e consumo delle tecnologie musicali, di Paolo Magaudda, (Il Mulino 2012)

Ascoltare musica è un’attività culturale strettamente legata all’uso di particolari dispositivi tecnologici come gli impianti hifi, i lettori cd e i riproduttori di musica digitale. Il consumo di tecnologie non si limita a influenzare abitudini e gusti musicali, ma più in generale contribuisce a trasformare le relazioni, le amicizie, le identità e perfino gli ambienti in cui gli ascoltatori vivono. Partendo da racconti in prima persona di esperienze fatte con diversi «oggetti sonori» – dai dischi in vinile ai lettori digitali come l’iPod, dagli amplificatori analogici ai personal computer – il libro mostra come le implicazioni dell’uso di queste tecnologie contribuiscano a trasformare il nostro contesto sociale e relazio-nale quotidiano.


Innovazione Pop. Nanotecnologie, scienziati e invenzioni nella popular culture, di Paolo Magaudda (2012, Il Mulino).

La scienza e la fantascienza vengono comunemente considerate sfere tra loro distinte e completamente separate. Eppure, a un’attenta analisi, possiamo osservare che gli immaginari fantascientifici e le rappresentazioni della scienza nella popular culture contribuiscono insieme non solo nella diffusione delle idee che la società produce attorno alla scienza, ma spesso anche nel lavoro e nelle strategie degli stessi scienziati.  Per sviluppare questa riflessione sul rapporto tra scienza, società e processi culturali, il libro ricostruisce il dibattito degli studi sulle rappresentazioni della scienza e della tecnologia nella «cultura popolare» e prosegue analizzando alcuni specifici esempi di rappresentazioni della tecnoscienza nei flussi mediali contemporanei: le nanotecnologie nel cinema; la scienza e la tecnologia nella pubblicità e i significati e i messaggi generati attorno alle tecnologie della Apple di Steve Jobs.

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