Nell’ultimo articolo di Lucy sui mondi, rivista indipendente multimediale, si riflette sull’evoluzione del giornalismo scientifico in Italia, partendo dalla crescente centralità della tecnoscienza nella società contemporanea. Se un tempo la divulgazione era vista soprattutto in chiave scolastica e semplificatrice, oggi il discorso pubblico sulla scienza è molto più intrecciato con cronaca, politica, economia e cultura.
Un contributo fondamentale arriva dal rapporto TIPS, il monitoraggio annuale curato dall’unità di ricerca PaSTIS dell’Università di Padova, coordinata da Federico Neresini. Lo studio mostra che nel 2024 il 39% degli articoli su scienza e tecnologia è apparso in sezioni non specialistiche dei quotidiani italiani, segno di una diffusione della tecnoscienza in ambiti sociali e politici più ampi.
“Quello che osserviamo”, spiega Neresini, “è un aumento degli indici di coinvolgimento dell’apparato giudiziario, di conflitto sociale e soprattutto di rischio negli articoli analizzati, e questo riflette un rapporto sempre più stretto tra tecnoscienza e questioni sociali urgenti, come ad esempio la guerra e le crisi geopolitiche.”
Infine, Neresini sottolinea la persistenza del cosiddetto deficit model nel racconto mediatico della scienza, un approccio semplificatore ormai considerato obsoleto dagli studi sociali su scienza e tecnologia, ma che continua a influenzare il giornalismo italiano.
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