Nell’ultimo articolo di Lucy sui mondi, rivista indipendente multimediale, si riflette sull’evoluzione del giornalismo scientifico in Italia, partendo dalla crescente centralità della tecnoscienza nella società contemporanea. Se un tempo la divulgazione era vista soprattutto in chiave scolastica e semplificatrice, oggi il discorso pubblico sulla scienza è molto più intrecciato con cronaca, politica, economia e cultura.
Un contributo fondamentale arriva dal rapporto TIPS, il monitoraggio annuale curato dall’unità di ricerca PaSTIS dell’Università di Padova, coordinata da Federico Neresini. Lo studio mostra che nel 2024 il 39% degli articoli su scienza e tecnologia è apparso in sezioni non specialistiche dei quotidiani italiani, segno di una diffusione della tecnoscienza in ambiti sociali e politici più ampi.
“Quello che osserviamo”, spiega Neresini, “è un aumento degli indici di coinvolgimento dell’apparato giudiziario, di conflitto sociale e soprattutto di rischio negli articoli analizzati, e questo riflette un rapporto sempre più stretto tra tecnoscienza e questioni sociali urgenti, come ad esempio la guerra e le crisi geopolitiche.”
Infine, Neresini sottolinea la persistenza del cosiddetto deficit model nel racconto mediatico della scienza, un approccio semplificatore ormai considerato obsoleto dagli studi sociali su scienza e tecnologia, ma che continua a influenzare il giornalismo italiano.
L’articolo completo è disponibile qui
Nuovo corso di laurea in Social Science and Digital Data
A partire dall’anno accademico 2025/2026, la Scuola di Scienze Umane, Sociali e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Padova attiverà un nuovo corso di laurea magistrale in Social Sciences and Digital Data. Il corso, interamente erogato in lingua inglese e in modalità blended, adotta un’impostazione transdisciplinare e fornisce competenze avanzate per l’analisi, l’interpretazione e l’utilizzo dei dati digitali in diversi ambiti sociali ed economici. L’obiettivo è formare laureate e laureati in grado di operare in contesti professionali eterogenei – quali istruzione, ricerca, innovazione, impresa, sanità e comunicazione – attraverso l’impiego di tecniche avanzate di analisi dei dati (digital methods, machine learning, intelligenza artificiale generativa), la collaborazione con figure specializzate in data science e una solida preparazione rispetto alle implicazioni sociali, etiche e politiche legate ai processi di transizione digitale.
Il percorso formativo prepara a due principali profili professionali:
- Digital Innovation Strategist: una figura esperta nella progettazione di strategie digitali, capace di integrare competenze sociali e tecnologiche per accompagnare i processi di trasformazione digitale nelle organizzazioni;
- Digital Data Strategist: una figura specializzata nella gestione, analisi e controllo della qualità dei dati digitali.
Maggiori informazioni sono disponibili qui:
Il bando per l’immatricolazione è disponibile qui:
https://www.unipd.it/ammissioni-scu-social-science-digital-data
Pubblicato il 5° Report TIPS: La tecnoscienza nei media italiani nel 2024
Pubblicati i report TIPS #3 e #4
Sono disponibili i due nuovi report del progetto TIPS – Technoscientific Issues in Public Sphere.
A questa pagina è possibile visualizzare o scaricare i report #3 e #4, relativi rispettivamente agli anni 2022 e 2023.
I report offrono una panoramica della copertura sulla tecnoscienza, dei temi correlati e degli scienziati più presenti negli ultimi due anni.
I dati TIPS evidenziano un’uscita dalla crisi pandemica, pur mantenendo alcune continuità.
Il lavoro è stato coordinato da Federico Neresini, con i contributi di Alberto Cammozzo, Emanuele Di Buccio, Paolo Giardullo e Andrea Sciandra.
La nuova veste grafica dei report è frutto della collaborazione con Agnese Pozzobon, che ha permesso di creare un layout più efficace.
AI in the public sphere: between promises and fears
“Manufacturing Refused Knowledge in the Age of Epistemic Pluralism”, di Federico Neresini, Maria Carmela Agodi, Stefano Crabu e Simone Tosoni
La sesta edizione della Summer School di STS Italia a Padova
Dal 27 settembre al 1 Ottobre si è tenuta a Padova la VI Summer School STS Italia, intitolata “Disentangling Futures: Promises, Scenarios, Experiments”, organizzata da STS Italia in collaborazione con il dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (Fisspa) e l’unità di ricerca Pa.S.T.I.S dell’Università di Padova, con l’STS Lab dell’Università di Losanna e grazie al supporto dell’European Association for the Study of Science and Technology (EASST).
Complessivamente, sono pervenute 52 richieste di partecipazione e sono stati selezionati 34 partecipanti, a 10 dei quali è stata riconosciuta una borsa corrispondente alla quota d’iscrizione, per la gran parte giovani ricercatori o Ph.D. students, mentre 4 studenti si sono ritirati prima dell’inizio dei lavori. La partecipazione si è caratterizzata in senso marcatamente internazionale; 10 gli studenti italiani. Le provenienze sono state estremamente variegate, con partecipanti dal Belgio (1), dalla Francia (1), dalla Finlandia (2), dalla Svizzera (4) dalla Germania (3), dalla Grecia (1), dalla Svezia (1), dall’Olanda (1), dal Regno Unito (2), dal Lussemburgo (1), dagli Stati Uniti (1) e dal Giappone (1). Da sottolineare anche la composizione di genere abbastanza bilanciata, con una lieve prevalenza femminile (16 su 30). Alla realizzazione della Summer School hanno contribuito diversi studiosi provenienti da vari ambiti disciplinari, consentendo così di affrontare numerosi aspetti del futuro e delle promesse tecnoscientifiche e di offrire un programma denso di stimoli che hanno favorito un intenso scambio fra i partecipanti. Nello specifico Kornelia Konrad è intervenuta come keynote speaker sul ruolo performativo delle aspettative nell’ambito della governance dell’innovazione tecnoscientifica, mentre Barbara Prainsack ha posto l’accento su come la mancanza di aspettative possa ugualmente plasmare i futuri ed avere un forte impatto sul presente. Le aspettative sono state quindi un tema trasversale anche negli interventi di Marc Audétat e Philippe Sormani che si sono soffermati in particolare sul ruolo dei media nella produzione e circolazione di immaginari e promesse tecnoscientifiche in diversi ambiti.
I feedback dei partecipanti, docenti e studenti, sono risultati molto positivi, sia per quanto attiene alla dimensione scientifica della Summer School, sia per il buon clima interpersonale, favorito anche dalle varie iniziative proposte, che hanno compreso anche una visita guidata alla Biennale d’arte di Venezia, introdotta da una lecture di Silvia Casini sul rapporto fra scienza e arte. Infine, siamo rimasti molto soddisfatti delle sei presentazioni finali realizzate dai gruppi di studenti nell’ultimo giorno, che hanno declinato il tema del rapporto tra tecnoscienza e futuro attraverso oggetti, approcci e modalità particolarmente originali. Nel complesso si è trattato quindi di un’iniziativa che continua e rafforza quanto già realizzato nelle precedenti summer school organizzate da STS Italia.

2° rapporto del progetto TIPS – Technoscientific Issues in the Public Sphere: 2022 È ANCORA PANDEMIA
Finalmente è online il secondo rapporto TIPS– Technoscientific Issue in the Public Sphere che indaga l’impatto della pandemia sulla copertura mediale della tecnoscienza. Dallo studio, coordinato da Federico Neresini e a cui hanno preso parte diversi membri di Pa.S.T.I.S tra cui Paolo Giardullo, Stefano Crabu, Barbara Morsello e Andrea Sciandra emerge quanto la pandemia sia ancora centrale nel contesto della comunicazione pubblica: i dati rilevati sui quotidiani mostrano chiaramente come gli avvenimenti pandemici si riflettano ancora sul discorso pubblico sulla tecnoscienza.







